giovedì 10 maggio 2018

Nei cinema italiani in anteprima mondiale la commedia canina "Show Dogs - Entriamo in scena" di Raja Gosnell con un cast di popolari attori italiani che danno voce a un'intero esercito di cani

In anteprima mondiale è approdato nei cinema italiani (per evitare il confronto diretto con il blockbuster “Deadpol 2” che esce il 15) “Show Dogs – Entriamo in scena” diretto da Raja Gosnell (da “Mai stata baciata” a “I Puffi 1 e 2, passando per “Scooby Doo”), una commedia canina con attori e cani (ovviamente, anche parlanti grazie alle nuove tecnologie) in carne e ossa. Sceneggiato da Max Botkin e Marc Hyman, la commedia, fra avventura e azione, è un gradevole divertimento per grandi e piccoli con un cast di note voci italiane, capeggiato da Giampaolo Morelli (Max),
Cristiano Malgioglio (Felipe), Barbara D’Urso (Daisy) e Marco Bocci (Carly). Il Rottweiler Max e il suo partner umano Frank (Will Arnett) sono due agenti dell’Fbi incaricati di investigare sul rapimento di un cucciolo di panda – di cui Max è stato testimone – da parte di una gang di trafficanti di animali protetti. Apparentemente, i due non si sopportano a vicenda, ma sono costretti a seguire le indagini sulla vendita del panda proprio alla più prestigiosa mostra internazionale canina che si terrà a
Las Vegas. E il rozzo Max è costretto a parteciparvi sotto copertura – e Frank il finto proprietario -, per evitare una catastrofe. Al duo si aggiunge la giovane veterinaria Mattie (Natasha Lyonne). Dopo una serie di equivoci, incontri e gare, grazie all’aiuto dell’ex campione, lo stiloso Felipe alias ‘Papillon’, Max riuscirà a trovare dentro di sé la sua vera anima da Show Dog, trasformandosi in un vero damerino e imparando a fidarsi dell’aiuto degli altri, e proprio insieme a loro riuscirà a smascherare i veri trafficanti. E persino a vincere il concorso.
Le altre popolari voci italiane in partecipazione speciale: Giulio Berruti (Dante), Nino Frassica (Karma), Ale & Franz, Francesco Pannofino (Cane 1), Lucia Ocone (Lucy), Lino Guanciale (Luthe), Carlo Conti (Rottweiler 1), Giorgio Panariello (Rottweiler 2), Marco Masini (Rottweiler 3), Fabio Canino (Rottweiler 4), Michela Andreozzi (Cane 3), Rossella Brescia (Rossella), Valeria Marini (Persefone), Carolina Crescentini (cagna 1), Giacomo Ferrara (Giacomo), Fede e Rocio Munoz Morales (Lolita). Nel cast anche gli attori Omar Chaparro (Gabriel), Andy Beckwith (Berne), Delia Sheppard (Faye), Bern Collaçi (compratore), Cristina Dohmen (Kristina Fernandes), Kerry Shale (Klaus Hochauser) e Oliver Tompsett (Chauncey).
Il film ha sostenuto l’OIPA, Organizzazione Internazionale Protezione animali, attraverso i compensi dei talent coinvolti (hanno lavorato gratis), a cui è stato aggiunto l’incasso dell’anteprima romana del 6 maggio, per un totale di oltre 25.000 euro. L’intero ricavato andrà a generare un fondo che verrà utilizzato dall’associazione per l’acquisto di cibo e materiali di utilità per i canili. Durante la première al The Space Cinema Moderno di Roma, molti cagnolini, dopo aver sfilato sul red carpet con gli attori, sono stati adottati da una nuova famiglia. José de Arcangelo
(2 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dal 10 maggio distribuito da Eagle Pictures in 250 copie

giovedì 19 aprile 2018

Da giovedì 26 aprile torna su Rai1, in sei prime serate, "La mafia uccide solo d'estate - Capitolo 2", la serie ispirata all'omonimo film di Pif

Parte giovedì 26 aprile in sei prime serate su Rai1 “La mafia uccide solo d’estate - Capitolo 2”, la nuova stagione della serie nata dall’omonimo film di Pierfrancesco Diliberto alias Pif, reduce del grande successo della prima stagione.
“Una dimostrazione – dichiara Pif - che il cambiamento è possibile viene anche dal fatto che a Palermo oggi ci sono mille negozianti che non pagano il pizzo alla mafia come non lo abbiamo pagato noi per girare la fiction”. E rivolgendosi ai giovani, aggiunge: “Mandate aff... chi vi dice che la vostra vita non vi appartiene. Siamo riusciti a raccontare la mafia come mito smitizzato, ciò è pura ed essenziale antimafia. Ci vuole coscienza e coraggio per farlo e credo che la serie questo messaggio lo trasmetta e più ragazzi la guarderanno avranno una speranza per il futuro di loro stessi e del Paese”.
Infatti, la nuova serie scritta da Stefano Bises, con Michele Astori e Michele Pellegrini, e diretta da Luca Ribuoli – sempre con la supervisione e la voce narrante dello stesso Pif -, rispetta lo stile, le atmosfere e i toni della commedia originale, ironica e sarcastica, e, stavolta ambientata nei primi anni Ottanta, racconta la storia della famiglia Giammarresi – dal loro punto di vista - e delinea uno spaccato inedito di vita palermitana in cui, nella graffiante demistificazione dei boss, viene esaltata l’umanità dei grandi eroi (veri) dell’antimafia e il coraggio solitario della gente comune.
“In questo nuovo capitolo – dichiara il regista – si racconta della guerra di mafia, forse la più sanguinosa che abbia caratterizzato il nostro Paese. Da quel 1979 la mafia, che prima uccideva senza far troppo rumore, cercando di eliminare un ostacolo senza farsi troppo notare, appunto solo d’estate, comincia a vedere nell’omicidio l’unica forma possibile di soluzione ai problemi. Noi ricordiamo il magistrato e politico Cesare Terranova, il Presidente della regione siciliana Piersanti Mattarella (realmente commovente il filmato originale del suo discorso davanti al Presidente Pertini ndr.), il procuratore Gaetano Costa, è di loro infine, e soprattutto, che si racconta questa volta, insieme ai superstiti, ma solo fino ad allora, Rocco Chinnici e Giovanni Falcone”.
Quindi, storia d’Italia e quotidianità della famiglia si fondono rievocando sentimenti ed emozioni, indignazione e corruzione, clientelismo e onestà, forza e coraggio. Infatti, i Giammarresi - che alla fine della precedente stagione erano in fuga verso il continente -, restano in Sicilia prendendo una decisione eroica ed esemplare: lottare per una vita normale, nonostante il pericolo e la paura, i compromessi e le minacce.
Squadra vincente (di attori) non si cambia: Claudio Gioè (Lorenzo, il padre), Anna Foglietta (Pia, la madre), Eduardo Buscetta (Salvatore, il figlio adolescente), Francesco Scianna (Massimo, lo zio), Valentina D’Agostino (Patrizia, la zia), Angela Curri (Angela, la sorella), e le new entry Claudia Gusmano (Marina), Carmelo Galati (Cusumano), Sergio Vespertino (Don Masino), Dajana Roncione (Iolanda Rubino), Dario Aita (Rosario), con la partecipazione di Nino Frassica (Fra’ Giacinto). José de Arcangelo

venerdì 13 aprile 2018

Tornano i simpatici 'gnomi da giardino' in una nuova avventura tutta action e trovate: "Sherlock Gnomes", un film d'animazione per tutti

Dopo i 194 milioni di dollari incassati da “Gnomeo e Giulietta” nel mondo (a fronte di un budget decisamente ridotto, intorno ai 36 milioni di dollari), non è certo una sorpresa che la Rocket Pictures di Elton John abbia lanciato un sequel, dal titolo originale “Gnomeo & Juliet: Sherlock Gnomes”. E’ visto che squadra vincente non si cambia, la sceneggiatura è stata affidata ai due autori dell'originale, Andy Riley e Kevin Cecil, mentre Kelly Asbury, regista di primo film, è consulente creativo del nuovo progetto, diretto da John Stevenson.
Come indica chiaramente il titolo italiano “Sherlock Gnomes”, new entry di questa pellicola è la versione gnomesca di Sherlock Holmes, che però si rivelerà molto meno scaltro del suo corrispettivo umano, quando viene chiamato a far luce su misteriosi casi di sparizioni di gnomi dai giardini inglesi. Così, questi eventi continuano a verificarsi e si capisce che la minaccia per il mondo degli gnomi è veramente grave.
Il risultato è, forse, anche migliore del primo episodio perché si passa dal musical all’action movie, sempre sui toni della commedia, e si allarga il ‘campo’ (altri parchi e giardini) delle indagini dando più respiro alla storia. Infatti, si parte da un prologo in cui si ipotizzano diverse storie (e indagini), tutte ispirate al classico letterario cui fa riferimento. Quindi, un divertimento che conquista anche gli adulti con nuove idee e trovate gustose per tutti. Un avvincente avventura interpretata dai simpatici ‘nani da giardino’.
Le voci originali sono di tutto rispetto: Johnny Depp, Emily Blunt, James McAvoy, Chiwetel Ejofor, a cui si aggiungono due grandi veterani, premi Oscar: Maggie Smith e Michael Caine. José de Arcangelo
(3 stelle su 5) Nelle sale italiane dal 12 aprile distribuito da 20th Century Fox Italia

giovedì 12 aprile 2018

Tratto dall'ennesimo video-game, un mix di catastrofico, fantascienza e commedia su misura per Dwayne 'The Rock', "Rampage: furia animale"

Ecco un mix blockbuster di nuova generazione sulla scia dei tanti rifacimenti di vecchi classici (soprattutto “King Kong”, “Godzilla” e simili), sempre più vicini agli originali, ma anche delle trasposizioni cinematografiche di video games, ora approda nei cinema “Rampage: Furia animale” diretto dallo specialista Brad Peyton – da “Viaggio nell’isola misteriosa” a “San Andreas” - per la star dell’action e della fantavventura
catastrofica Dwayne Johnson, protagonista dei precedenti e stavolta anche produttore. Scritto da Ryan Engle (da un suo soggetto) con Carlton Cuse, Ryan J. Condal e Adam Sztykiel, come il recente “Skull Island”, “Rampage” si affida all’ironia sui toni della commedia per tenere alta l’attenzione dello spettatori finché si scatena la vera catastrofica distruzione di città e mezzi di trasporto a suon di spettacolari effetti speciali digitali che ormai riescono a fare l’impossibile senza dare emozioni. Quindi fantascienza e avventura, commedia e catastrofico si mescolano per la gioia degli appassionati del genere.
Il primatologo Davis Okoye (Dwayne “The Rock” Johnson), uomo schivo e sincero difensori degli animali, condivide un legame indissolubile con George, un gorilla albino super intelligente che cura fin dalla nascita. Ma un rischioso esperimento genetico testato su una base spaziale e dalle conseguenze catastrofiche (la stazione esplode e il virus finisce sulla Terra con i detriti) trasforma il gentile primate in un’enorme creatura furiosa.
Ma ben presto si scopre che altri animali sono stati modificati allo stesso modo (un lupo e un coccodrillo). Mentre questi nuovi giganteschi predatori devastano il Nord America, distruggendo ogni cosa e uccidendo centinaia di malcapitati che incontrano Okoye si allea con un (ingiustamente) screditato ingegnere genetico, la dottoressa Kate Caldwell (Naomie Harris), per trovare un antidoto che riesca almeno a fermare la crescita dei mostri, facendosi strada attraverso un vero e proprio campo di battaglia in continua evoluzione, non solo per impedire una catastrofe globale, ma per salvare lo spaventoso scimmione che una volta era suo amico.
E, infatti, la parte più gustosa e divertente della pellicola è quella del rapporto tra The Rock e il gorilla che si capiscono attraverso il linguaggio dei segni, parolacce incluse, purtroppo solo nel prologo e nell’epilogo. Storia esile e ritrita e mostri sempre più giganteschi, altro che il “King Kong” del ’33, che dava e provocava emozioni. Un passatempo per tutti senza pena né gloria, cioè per i fan dei mix-blockbuster, pieno zeppo di riferimenti e citazioni, alte e basse. Nel cast anche Malin Akerman (Claire Wyden), Jeffrey Dean Morgan (Harvey Russell), Marley Shelton (Dr. Kerry Atkins), Jake Lacy (Brett Wyden) e Joe Manganiello (Burke), da “Magic Mike XXL” a “Justice League”. José de Arcangelo
(2 stelle su 5) Nelle sale italiane dal 12 aprile distribuito da Warner Bros. Italia

giovedì 5 aprile 2018

In "Contromano", Antonio Albanese affronta il rapporto con gli immigrati dal punto di vista umano, tra malinconia, garbo e ironia

Antonio Albanese torna alla regia per la quarta volta, a sedici anni dalla sua ultima opera (“Il nostro matrimonio è in crisi”), con una commedia di ‘scottante attualità’, ma lo fa con garbo e ironia, senza giudicare ma riflettendo sul rapporto con gli immigrati in “Contromano”. Indagando su problemi e situazioni ormai quotidiane in tutta Europa, fra razzismo e pregiudizio, concorrenza sleale e disoccupazione, crisi economica e dei
rapporti, solidarietà e sospetto, in fin dei conti ci dimostra che la vera paura e il rifiuto nascono dalla non conoscenza e dal non rispetto reciproco, dallo scontro anziché dall’incontro fra culture. Sceneggiato con Andrea Salerno, il film racconta le vicende diMario Cavallaro (lo stesso Albanese), solitario (unica amica la vicina di casa), abitudinario e ordinato incallito, non è cattivo né razzista, ma non accetta cambiamenti, anzi lo spaventano e lo irritano. Il suo unico hobby è l'orto che coltiva sulla terrazza del palazzo in cui abita nel centro di Milano e che cura con intensa passione. Scansa ambulanti e richieste di soldi, ma si ritrova davanti al suo negozio di calze un africano che vende il medesimo articolo (ovviamente di
qualità inferiore) al minimo prezzo, a quel punto attua un piano che potrebbe essere una soluzione o un modello. Decide di rapirlo e riportarlo in Africa, in Senegal. E se tutti facessero così il problema dell'immigrazione extracomunitaria sarebbe risolto... almeno è quello che lui pensa. Lungo questa commedia malinconica, più agra che dolce, vengono fuori contraddizioni e affinità, vizi e virtù da entrambi le parti perché ognuno difende il suo spazio e i suoi diritti in una società che fomenta la consueta ‘guerra fra poveri’, che vede (o fa vedere) nel ‘diverso’ un nemico o qualcuno da sfruttare, nel bene e nel male. Un problema complesso che bisogna conoscere fino in fondo per poi poter riflettere e agire lucidamente.
“Io volevo affrontare – dichiara Albanese – l’argomento solo dal punto di vista umano, senza optare per la tesi dell’accoglienza ad ogni costo o per quella del ‘tornate al paese vostro!’ Parlare di uomini, delle loro paure, dei loro sogni e anche del loro essere costretti ad abbandonare la loro terra per fame o guerra. E sono molto spaventato da tutti quelli che vogliono alzare muri”. Albanese stavolta è affiancato da due vere rivelazioni Alex Fondja (Oba) e Audie Legastelois (Dalida), due attori francesi di origini africane; e da Daniela Piperno, David Anzalone, Clarida Armillei. La fotografia è firmata Roberto Forza, il montaggio Claudio Cormio, e le musiche originali da Pasquale Catalano. José de Arcangelo
(3 stelle su 5) Nelle sale italiane dal 5 aprile presentato da O1 Distribution

giovedì 22 marzo 2018

Finalmente in sala il film più atteso dalle ragazzine, "Il sole a mezzanotte", un sobrio e struggente melodramma adolescenziale con la piccola grande star Bella Thorne

Ecco nei cinema italiani – a un mese dalla promozione e l’affollata anteprima - “Il sole a mezzanotte” (Midnight Sun), firmato da Scott Speer
(“Step Up – Revolution”) e sceneggiato da Eric Kirsten, remake hollywoodiano del film giapponese “Song to the Sun” (Taiyo no Uta), scritto da Kenji Bando, su misura per la piccola grande star - ex di Disney Channel - Bella Thorne, modella, attrice e musicista, e Patrick Schwarzenegger, figlio del celebre Arnold “Terminator”. Un (melo) dramma sentimental-adolescenziale che racconta la storia della diciassettenne Katie Price (Thorne), costretta da tenera età a vivere
nel buio della sua abitazione a causa di una rara malattia (veramente esistente) che rende per lei letale anche la minima esposizione alla luce del sole. E’ la “Love Story” del terzo millennio, la struggente storia di un amore impossibile, condannato dalla malattia di lei, proprio come nel cult anni Settanta. Quindi, si tratta di un melodramma adolescenziale, ma al contrario delle aspettative, è abbastanza sobrio e gradevole perché il regista non calca mai la mano sulla tragedia annunciata né su particolari morbosi, ma comunque commuove fino alle lacrime, soprattutto le
ragazzine fan, della protagonista e non. Non a caso sponsor della pellicola è Tempo, quello dei fazzoletti. Ormai adolescente, Katie incontra sulla sua strada (serale) Charlie (Schwarzenegger), il ragazzino che osservava ogni giorno dalla finestra e che, ormai, le permetterà di conoscere l’amore in un modo del tutto speciale. E, sulla scia di “Colpa delle stelle”, “Io prima di te” e “Noi siamo tutto”, il film sostiene che l’unico modo di affrontare le avversità della vita è quello di farlo in due.
Una favola romantica senza lieto fine che può anche leggersi come metafora di un nuovo inizio. Infatti, Speer confessa di amare le favole e paragona la vicenda a diversi passaggi della nostra esistenza, soprattutto nell’adolescenza. “Quando ho letto la sceneggiatura – afferma – l’ho percepita come una versione concreta e reale della storia di Cenerentola, con delle sfumature di Rapunzel. Katie è intrappolata nella sua stanza e non può uscire. Quando sorge il sole deve stare lì, deve usare una protezione UV speciale anche sulle finestre, il sole è come l’acqua e la sua casa è come una nave. Credo che a un certo punto della nostra vita ci siamo sentiti tutti
così. Penso che tutti abbiano guardato fuori dalla finestra in diversi momenti della propria vita e si siano sentiti fuori dal mondo. Non possiamo entrare in contatto con il mondo esterno, fino a quando qualcuno non ci mette in contatto con esso”. Nel cast, il comico Rob Riggle (Jack Price, il padre), per la prima volta in un ruolo drammatico; la brava Quinn Shepard (Morgan, l’amica del cuore), Suleka Matthew (Paula Fleming), Tiera Skovbye (Zoe Carmichael), Paul McGillion (Blake Jones), Ken Tremblett (Mark). La colonna sonora originale è firmata Nathaniel Walcott. José de Arcangelo
(2 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dal 22 marzo distribuito da Eagle Pictures

venerdì 9 marzo 2018

Il remake de "Il giustiziere della notte" firmato Eli Roth con Bruce Willis e Vincent D'Onofrio, un solido action thriller e niente più

A oltre quarant’anni di distanza, e oltre dieci dai diversi annunciati rifacimenti, ecco il remake de “Il giustiziere della notte” di Michael Winner, uno dei più ambigui e grandi successi di Charles Bronson, allora considerato (a ragione) ‘ideologicamente scorretto’ e che inaugurò la
lunga serie di ‘vigilantes’. Tante cose sono cambiate nel frattempo, tranne la criminalità ‘non organizzata’ (a Chicago, non solo, è aumentata), la sicurezza – oggi si è aggiunto il terrorismo internazionale, diverso nella forma da quello anni Settanta -, e la libera circolazione delle armi negli States, confermata dalla presidenza Trump.
Il nuovo film di Eli Roth per il divo del film d’azione Bruce Willis, è soltanto un solido prodotto di genere, allora ‘poliziesco’ oggi ‘action thriller’, che si lascia vedere, anche se Roth (la sceneggiatura, sempre tratta dal romanzo di Brian Garfield, è di Joe Carnahan che lo doveva dirigere qualche anno fa) vorrebbe indurre alla riflessione sulla società contemporanea diventata pian piano più violenta, tra crisi economica e guerre che affliggono più di un continente. Ma il contenuto resta in superficie, e questo ‘nuovo’ giustiziere è meno inquietante e disturbante del suo predecessore.
Paul Kersey (Willis) è un noto chirurgo che conduce un’esistenza serena e coscienziosa, reprimendo la propria aggressività. Ma quando moglie e figlia vengono brutalmente aggredite in casa da un terzetto di balordi e la polizia brancola nel buio, tutta la sua sete di vendetta esplode e, dopo aver preso per caso la pistola da un membro di una gang, inizia a fare giustizia da sé per le strade di Chicago, appunto. Però, stavolta la sua prima impresa viene ripresa da una testimone col telefonino e il video diventa subito virale, facendo di lui una specie di supereroe, anche quando Paul, apparentemente, tenta solo di ritrovare i criminali che hanno distrutto la sua famiglia e darsi pace una volta per tutte.
Infatti, in questo remake – ambientato a Chicago anziché a New York come il capostipite -, il fratello del protagonista, Frank, interpretato da Vincent D’Onofrio, cerca di convincere Paul a rinunciare alla sua vendetta, così come la polizia si dimostra contraria all’angelo della vendetta proposto dai media, nonostante si dimostri impotente davanti ai numerosi casi che si susseguono di giorno in giorno. Se Roth non giudica né prende parte, il suo film in America è stato visto come aperto sostenitore del libero mercato delle armi. Roth, formatosi nell’horror sostenuto da Quentin Tarantino, in questo caso solo una volta (in un flash) sfiora lo splatter, che lo resero famoso da “Hostel” a “Green Inferno”.
Nel cast anche Elisabeth Shue (Lucy, la moglie), nomination all’Oscar per “Via da Las Vegas”; Camila Morrone (la figlia), Dean Norris (detective Kevin Raines), Kimberley Elise (detective Leonore Jackson), Len Cariou (Ben) e Wendy Crewson (Dr. Jill Klavens), da “Un medico, un uomo” e “Air Force One” a “Il 6° giorno” , e tantissima televisione. José de Arcangelo
(2 ½ stelle su 5) Nelle sale italiane dall’8 marzo distribuito da Eagle Pictures